Pasqua 2008

Buona giornata e Santa settimana a tutti.

Il tempo corre veloce; sulla strada cerco di raggiungerlo, ma quanto a scrivere, vi siete resi conto che sono lento. Vi spero tutti bene e indaffarati nell’accompagnare Gesù in questa settimana, che qui chiamano ‘la settimana maggiore’. Una volta la rispettavano di più; adesso, da queste parti (non è di tutto il Venezuela, chiaro) meno. Domenica, con la benedizione delle palme abbiamo fatto l’en plein. Non ricordo un anno così. All’inizio della benedizione e processione non c’era molta gente; ma nella chiesa molti han dovuto stare in piedi. Grazie a Dio. Naturalmente El Dorado era la ultima Messa e processione: la prima in Las Claritas (al Km. 84), con la benedizione in san Francisco de Utamok (al km. 88). Meno male che il sole non era ancora ‘caliente’. Dalle altre parti la processione era ‘più cristiana’ (cioè ‘ridotta’, come il numero dei praticanti di qui). Seconda stazione in Santa Rosa, con la comunità guyanese e terza in Santa Teresita, nel pomeriggio. Per il seguito, stiamo a vedere; da mercoledì le celebrazioni si moltiplicano: ogni giorno in Las Claritas, Santa Rosa ed El Dorado. Questo fino alla notte del Sabato Santo. Poi si rientra nella normalità. Confessioni: ieri in Santa Teresita, di tutti i ragazzi che han già ricevuto la prima comunione in questi sei anni (che non sono molti), mancavano pochi. Come sapete, la stragrande maggioranza degli adulti non è sposata in Chiesa e questo non le permette di ricevere i Sacramenti; le confessioni sono, quindi, general-mente per i ragazzi.

Dal 4 di marzo è arrivato Paolo Romagnosi di Gardone VT come volontario per un lavoro sociale in Ciudad Dorada (settore di Las Claritas). Per qualche mese dimorerà qui nella casa di El Dorado mentre va studiando la gente e la situazione per poter poi organizzare e offrire corsi di formazione in campo sociale e sanitario. Per ora sta collezionando incontri e messe per poter arrivare e cono-scere la gente: mi accompagna nelle corse e attività parrocchiali raccogliendo dati e formulando proposte. Poi dovrebbe (sta pensando per agosto, più o meno) fermarsi nella casa parrocchiale di Santo Domingo (altro settore di Las Claritas) e vivere là per un maggior contatto e servizio alla po-polazione. E’ inviato e sostenuto economicamente dal Centro Missionario di Brescia, che si aiuta con le offerte di tutti voi e di altri ancora. Noi sacerdoti in più abbiamo un mezzo aiuto anche dalla CEI con l’8/1000. L’economia va bene per noi, visto che se anche il soldo non è eccessivo, il cam-bio al mercato nero ci è favorevole. Adesso cambiano l’Euro a 7.500 Bolìvares (o 7,50 bolìvares fuertes: secondo la riforma di gennaio). Ricordate che sei anni fa, quando con don Giannino siamo arrivati in Venezuela, l’euro lo cambiavano a 700 bolìvares. Pensate alla gente di qui; come ha per-so valore il suo denaro. Tutto è abbastanza caro e, quando scarseggiano i generi alimentari, quello che serve ha il prezzo moltiplicato. Per es. il latte che dovrebbero vendere a 7.000 Bs, lo trovi a 42.000; lo zucchero è più ragionevole: dai 1.500 che dovrebbe costare, si trova a 3.500 / 4.000 al kg.

Con la catechesi stiamo marciando. Non tutti hanno lo stesso ritmo, e probabilmente lo stesso in-teresse: per i giovani e adulti l’itinerario di fede è in quattro tappe sullo stile antico: precatecumena-to, catecumenato, illuminazione e purificazione e mistagogia. In El Dorado c’è un gruppetto di 6 che sono in cammino da quasi tre anni; in compenso in santa Rosa (8 mamme) e in Sua Sua (due coppie di giovani conviventi) che hanno iniziato in febbraio l’anno scorso, già sono alla terza tappa. Non manca molto perché completino la loro iniziazione cristiana. La richiesta del battesimo dei bambini è tante volte l’occasione per ripensare la propria fede e vedere che il, cammino s’era inter-rotto tanto tempo fa. Qualcuno rinuncia a mettersi in strada: itinerario lungo, impegnativo, e altre scuse. Ho appena finito di parlare con un giovane papà che è venuto a informarsi per battezzare il suo bimbetto di tre anni e alla fine lui è solo battezzato e la sposa nemmeno quello. Un po’ preoccu-pato per dover ripensare loro i genitori il loro essere o voler essere cristiani, s’è dato disponibile a frequentare la catequesis. Non potrà battezzare a maggio, ma alla fine del loro itinerario di fede. Ha preso in serio la cosa e comincerà il suo itinerario in aprile, col nuovo gruppo. E visto che ci saran-no anche le vacanze la cosa gli è sembrata buona.

Il coro è mezzo in crisi: le voci meglio formate già se ne sono andate per studiare all’università (e per questo devono lasciare El Dorado): qualcuna sarà nel Callao a 120 Km; altre in Guasipati a 150 Km.; una in Caracas a 1000 km. ecc. (E’ il disguido dei giovani doradensi: tra i 15 e i 18 anni emi-grano; se va bene ospitati da lontani parenti, altrimenti con un costo in più per la famiglia.. Il 2 di marzo, centoquattordicesimo anniversario della fondazione di El Dorado, la Alcaldessa si è impe-gnata a dare la sede proprio qui a una università statale che si è offerta per lavorare nel nostro Muni-cipio). Non perdiamo la speranza per l’università e anche per altre/i che si aggreghino al gruppo del coro.

Il carcere. Ha cambiato direttore. Ha fatto un buon lavoro. Era Tecnico superiore universitario pe-nitenziario (sembra che solo Venezuela abbia un’università che prepara lavoratori per la carcere). Ha cercato di umanizzare i rapporti e anche le condizioni. Pronto a andare incontro alle necessità dei carcerati, non sempre ha incontrato la disponibilità delle Guardie Nazionali (in forza per la sicu-rezza esterna della prigione). Ce ne sono due che creano problemi anche a me. L’ultima volta, i car-cerati erano in ‘autosequestro’ (ossia i loro familiari che stavano di visita nel Penal, si sono rifiutati di andarsene per aiutare i prigionieri a ottenere il compimento dei diritti che competono loro. Per questo non mi han permesso di entrare a prestar loro il servizio religioso. Un mese fa lo stesso, e senza autosequestro. Allora sono stato dal Comandante superiore in Tumeremo; questa volta ho in-formato il cappellano generale e, questo i vari superiori. E ho consegnato al capitano di qui la lettera di protesta e la risposta del Cappellano generale. Ieri è filato tutto come l’olio. Con le Guardie, per lo meno. L’autosequestro ha ottenuto i risultati sperati: è venuta la commissione tecnica per esami-nare i carcerati e dar loro i benefici di legge che gli toccano. Stiamo aspettando i risultati. Dicono: tra 15 giorni. Speriamo. Glielo auguro, perché già parecchi possono godere della vita in famiglia e di un lavoro nella società. Quindici giorni fa è morto un carcerato: quanto ai motivi nessuno li sa: loro dicono per noncuranza dei funzionari; i funzionari perché non erano a conoscenza della malat-tia. Era un evangelico e sembra che dopo dieci giorni di digiuno (loro lo fanno per combattere il diavolo) abbia mangiato troppo. Chissà? Due carcerati sono scappati. Uno di loro, stava aspettando il documento che gli concedeva la libertà; sempre gli dicevano ‘arriva domani’, ‘la prossima setti-mana’, … Dopo tre mesi s’è stancato ed è scappato. Quando la giudice ha saputo della fuga, l’unico commentario che ha saputo fare è stato: ‘Ho qui sul tavolo la sua libertà firmata’. Perché non l’ha inviata, questo non l’ha detto. In ogni modo adesso è ricercato per fuga e, se lo prendono dovrà ter-minare di scontare la pena di prima più quella della fuga. Mi e gli auguro che non lo prendano.

¿Qué más? Ah, sì: io sto bene, grazie a Dio. E vi auguro i migliori auguri di una Santa Pasqua.

Don Antonio



El Dorado 19/03/2008 12.37